Un mandarino sbucciato sul tavolo, con gli spicchi e le bucce nella luce calda

La mia stagione

45 secondi di lettura

Accorgersi che l'aria è cambiata, e che ti somiglia.

C'è chi saluta l'estate a malincuore. Tu aspettavi proprio questo: la luce che si abbassa presto, le sere che cominciano prima, la voglia di stare più vicini.

È la stagione delle cose piccole. Il profumo di un mandarino che ti resta sulle mani. Una lampada accesa in un angolo. Una coperta divisa a metà.

È una stagione che non ti rimprovera niente. Se resti a casa, se dici «stasera no», se ti basta un libro aperto.

Restare, adesso, sembra la cosa più naturale del mondo.

I piedi, all'inizio, sono ancora freddi. Poi trovano un punto caldo, e rimangono lì.

Nell'aria c'è il profumo del mandarino. La casa sembra stringersi un po' intorno a te. Ti rannicchi sotto la coperta, ancora un po' di più.

IL PASSO DI STASERACon chi divideresti la coperta, stasera?

C’è qualcuno che vorresti fosse qui, stasera?

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Oltre le 18 — Un passo alla volta.

Se hai voglia di restare ancora un po’…

Due altalene sollevate, con le corde avvolte alla sbarra, nella luce calda accanto a un alberoPer ora45 secondiMettere via qualcosa con cura, sapendo che tornerà.Continua →
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